L’inventore del trolley

Nel film This must be the place c’è un cameo di Robert Plath, l’inventore del trolley, che spiega a Sean Penn la genesi della sua idea. In effetti è buffo pensare che un’idea del genere abbia un unico inventore, che sia stata partorita solo alla fine degli anni ’80 e come nel giro di poco più di dieci anni il trolley abbia praticamente ottenuto il monopolio nel campo delle valigie. Riportiamo a questo proposito un brano tratto da articolo di Fausto Panunzi su lavoce.info che la definisce una “storia esemplare”:

Robert Plath, che nel film interpreta se stesso, era un pilota delle Northwest Airlines quando, nel 1987, ebbe l’idea di mettere le ruote alle valigie. All’inizio si limitava a vendere le sue rollaboards ai colleghi piloti, ma quando i viaggiatori videro queste valigie molto più comode da trasportare di quelle tradizionali, un nuovo mercato nacque velocemente. Plath decise di lasciare i cieli per fondare Travelpro, un’impresa specializzata nella produzione del nuovo tipo di valigia.

Non chiese nessun brevetto per la sua invenzione e Travelpro fronteggiò ben presto la concorrenza degli altri produttori di valigie che adattarono la loro offerta alle nuove richieste dei clienti. Travelpro è sparita sotto il peso della concorrenza degli imitatori? Plath è oggi costretto a fare la comparsa nei film di Sorrentino? No, Travelpro festeggia i suoi 25 anni di attività e Plath viene celebrato sui giornali.

La storia del trolley ci mostra che gli inventori possono riuscire a ottenere grandi profitti dalle loro idee anche senza la protezione di brevetti e malgrado la possibilità di facile imitazione da parte di altre imprese.

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